Emergenza rifiuti, ARO Sibaritide diffida la Ekrò Scarl: “Riattivare immediatamente l’impianto pubblico di Bucita”

Emergenza rifiuti, riattivare immediatamente (salvo in difetto adire le autorità competenti) i conferimenti presso l’impianto pubblico di Bucita, da parte dei comuni ricadenti nell’Ambito di Raccolta Ottimale N.2 della Sibaritide, in ottemperanza e secondo la tabella di conferimento contenuta nella nota ad hoc del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria.

È quanto chiede a nome dell’Aro N. 2 Sibaritide ricadente nell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) di Cosenza nonché nella sua qualità Autorità Sanitaria del territorio entro il quale ricade l’impianto, il Sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi in una diffida, condivisa da tutti e 34 i sindaci dei comuni ricadenti nell’ARO e trasmessa ieri (domenica 24 maggio) alla Ekrò Scarl, società gestore dell’impianto di trattamento pubblico ed al Presidente dell’Ato il Sindaco di Rende Marcello Manna.

Nella diffida, nella quale si definisce ormai improcrastinabile la riattivazione immediata dell’impianto  di trattamento pubblico di Bucita, si sottolinea che facendo seguito a quanto disposto da apposita Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale il Dipartimento Ambiente e Territorio disponeva che a partire dal venerdì 22 maggio scorso i rifiuti provenienti dall’impianto di Corigliano-Rossano dovessero essere conferiti presso la discarica di San Giovanni in Fiore, di proprietà del Consorzio Valle Crati.

Ad oggi – prosegue la diffida – l’impianto pubblico di trattamento rifiuti presso il quale conferiscono tutti i comuni della Sibaritide risulta ancora chiuso, non accettando rifiuti ormai da svariate settimane, non ottemperando dunque alla disposizione del Dipartimento Ambiente e Territorio.

Ed a causa dell’assenza di conferimenti presso quell’impianto – si denuncia nella nota – sono ormai centinaia i cumuli di rifiuti sparsi lungo le strade comunali dell’intero territorio dell’ARO, i quali generano un gravissimo pericolo igienico-sanitario, oltre che un grave danno al decoro ed all’immagine delle città ricadenti nell’Ambito.

REDAZIONE

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